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Notizie dal parco
 
 
 
 
 
19/10/2009

UN SENTIERO PER TUTTI

Il Parco del Frignano elimina le barriere architettoniche sul sentiero di accesso alle cascate del Doccione.

Hanno sostenuto il progetto: la Provincia di Modena, la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e il Comune di Fanano.

Sentiero Doccione

Il progetto di un sentiero “per tutti” nasce innanzitutto dalla volontà della Provincia di dotare le aree protette modenesi di percorsi, attrezzature e servizi utilizzabili da tutti. A tal fine nel 2006 e nel 2007 la Provincia mette a disposizione dei parchi e delle riserve risorse per un totale di 300 mila euro. Grazie a queste risorse e al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e al Comune di Fanano è stato possibile realizzare interventi e raggiungere questo importante obiettivo.

L’idea di realizzare un sentiero per rendere accessibile un luogo così impervio come le cascate del Doccione nasce da alcune considerazioni:

· la presenza di una strada carrabile con solo un breve tratto ghiaiato che consente di raggiungere l’inizio del sentiero agevolmente;

· le caratteristiche del luogo, i rumori e le sensazioni che la caduta dell’acqua e il bosco possono dare, anche ai non vedenti;

· la presenza di un rifugio a poche centinaia di metri.

Il progetto del sentiero per il Doccione è inserito all’interno di un disegno generale, che si sta già attuando, per fare diventare l’alta valle del Fellicarolo ospitale e dotata di servizi idonei per i disabili: l’intervento per l’abbattimento delle barriere architettoniche nel rifugio Taburri, la creazione di un percorso accessibile collegato al rifugio. Questi due progetti ammontano complessivamente a circa 125.000 euro, gli interventi sono in fase di affidamento lavori e verranno completati entro il 2010. Se a questo sommiamo l’intervento del Doccione il Parco del Frignano, con le risorse messe a disposizione della Provincia di Modena, della Fondazione CR di Modena e dal Comune di Fanano investirà in questo luogo, per l’accessibilità, oltre 200 mila euro.

Il progetto del percorso per le cascate scandisce l’intervento in diverse fasi, dal parcheggio alle dotazioni lungo il percorso. La piazzola di parcheggio, di 50 metri quadrati, sarà attrezzata sia per persone non vedenti sia per persone con disabilità motorie. Anche il percorso pedonale viene adeguatamente modernizzato per garantirne l’utilizzo ai portatori di handicap, prevedendo due passerelle.

Stessa cosa vale per la piazzola d’arrivo, della superficie di 20 metri quadrati.

Il sentiero viene arricchito con panchine con braccioli, cestini portarifiuti e in futuro da una serie di tabelle informative anche per persone non vedenti. Dal punto di vista economico l’investimento ammonta complessivamente a 85mila euro.

Si tratta di un intervento progettato e portato a termine con profonda convinzione perché va nella direzione dell’apertura, della condivisione con il maggior numero di persone di un pezzo del nostro patrimonio naturale e paesaggistico.

Siamo consapevoli del fatto che l’opera ha comportato un investimento economico consistente, ma pensiamo che fosse indispensabile. Oltretutto, il percorso è ora facilitato per tutti, reso più gradevole e accessibile, nell’ottica di un turismo sia ricreativo sia didattico. Un progetto concepito nel rispetto dell’ambiente naturale e inserito in un generale miglioramento dell’ospitalità del rifugio dei Taburri.

I lavori sono stati svolti a regola d’arte e con il minore impatto possibile sia dal punto di vista di taglio di alberi, sia nella movimentazione dei terreni.

I materiali usati per il percorso, ovvero il legno, la pietra e la ghiaia stabilizzata per il fondo calpestabile, garantiscono un ottimo inserimento paesaggistico e una notevole gradevolezza di tutti gli elementi artificiali in un contesto così delicato.

Con questo sentiero il Parco del Frignano insieme alla Provincia di Modena e al Comune di Fanano, ha voluto aumentare la fruibilità delle cascate senza danneggiare l’ambiente naturale ma al contrario per valorizzare e impreziosire questo luogo; rendere la meta meno impervia significa incrementare la possibilità di visita alle cascate.

Le cascate del Doccione, un miracolo di purezza e di energia a 1.190 metri di altitudine con un dislivello di 120 metri e una pendenza media del 4%, sono inserite in zona B, che nella classificazione del Piano Territoriale del Parco sulla base della Legge regionale 6/2005 è un’area che gode di elevata protezione. Questo comporta l’obbligo, anche per il parco, di inserire il progetto in un contesto vincolato di tutela dell’ambiente e del paesaggio.

Il sentiero per il Doccione è sempre stato stretto e scosceso, su terra battuta, sassi e radici affioranti (una situazione impraticabile per carrozzine e per persone ipovedenti), un piccolo torrente che lo attraversa, dislivelli considerevoli. E come se non bastasse, l’inizio del sentiero ha uno spiazzo utilizzabile da appena due o tre macchine. Tutto nell’ordine delle cose, in montagna. Ma quello che per molti è soltanto un incomodo, per altri può rappresentare un ostacolo insormontabile.

Ecco allora che il progetto trasforma le cascate in un bene comune. Pendenza massima del 5%, innanzitutto, con un nuovo sentiero pianeggiante lungo 300 metri e provvisto di corrimano; e poi pavimentazione in ghiaietto, barriere di protezione, attrezzature idonee e multisensoriali per percorrerlo in carrozzina e per i non vedenti. Ma non solo: una piazzola allargata per contenere cinque posti auto e uno per i portatori di handicap, l’affluente del Doccione scavalcato da due passerelle in legno, l’intero percorso più gradevole grazie a panchine e cestini. In futuro saranno apposte tabelle esplicative con i servizi accessibili alle persone disabili, anche in Braille.

 
 
 
 
 
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