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Caratteristiche del territorio
 
 
 
 
 
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Cima Tauffi
Cima Tauffi


Con un dislivello che passa dai 500 metri sul livello del mare agli oltre 2.000 metri della vetta più alta, nel Parco del Frignano coesistono ambienti naturalistici molto diversificati: ampie vallate solcate da ruscelli si alternano a fitti boschi di faggio e conifere, estese brughiere a mirtillo lasciano spazio a limpidi specchi d’acqua.

Il lungo tratto di crinale conserva testimonianze delle glaciazioni che interessarono ciclicamente le alte valli appenniniche, e in particolar modo dell’ultima, nota come “Wurmiana”, iscrivibile in un periodo tra 75.000 e 10.000 anni fa. Sotto alle cime è facile imbattersi in circhi glaciali con le classiche conche arrotondate, spesso addolcite dai successivi processi erosivi: splendidi esempi sono quelli dei versanti del gruppo Monte Giovo - Monte Rondinaio con il Lago Santo e il Lago Baccio, e quelli tra Rondinaio e Foce Giovo, con i laghetti Torbido e Turchino. In diversi punti del crinale sono inoltre chiaramente riconoscibili le morene, depositi di detriti trasportati dalle masse glaciali che hanno creato cordoni e dossi. Evidenti depositi morenici possono essere osservati nella zona Lagacci di Montalbano e della Porticciolo - dove le frequenti contropendenze favoriscono la formazione di pozze temporanee - oppure nell'ampia valle dell'Ospitale, tra Capanna Tassone e il vicino paese.

Un’altra peculiarità dell’area montuosa del parco, particolarmente evidente nella zona del Lago Pratignano e dello Scaffaiolo, è il cosiddetto sdoppiamento delle creste, un fenomeno che si ritiene causato da movimenti franosi, lungo strati argillosi o fratture, che hanno suddiviso la dorsale originaria in due creste parallele.

Nelle alte valli convivono affioramenti rocciosi di colore bruno-grigiastro, la cui regolare stratificazione si deve all’alternanza di arenarie e rocce argillose sedimentate fra 30 e 17 milioni circa di anni fa, e rocce argillose di colore grigio scuro, ma a volte anche rosso o verdastro, la cui maggiore erodibilità ha determinato il modellarsi di versanti più dolci. La colorazione varia e vivace delle rocce è dovuta alla presenza, anche in percentuale bassissima, di pigmenti: ossidi di ferro (da rosso vivo a giallo) e di manganese (nero-blu iridescente).

A fondo valle, particolare importanza assumono i laghi di origine più antica, evoluti in torbiere, e le depressioni ricolme di detriti alluvionali che oggi hanno l'aspetto di conche verdeggianti: su torbe e sedimenti lacustri si depositano infatti i pollini e le spore delle piante che vivono nelle vicinanze e le particolari condizioni di acidità, umidità e assenza di ossigeno ne rallentano la decomposizione. Nei pressi dei laghi si trovano quindi ancora esempi di vegetazione per lo più rara o scomparsa, come fitti boschi di abeti rossi.