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Storia
 
 
 
 
 
Home » Il parco » Area protetta » Storia

 

Terra di valico e di frontiera, zona di transito dalle ricche città della Pianura Padana verso la Toscana e verso Roma, il Frignano è tradizione e storia, cultura fortemente definita e carattere robusto e sfaccettato, vocazione all’indipendenza e ricchezza di contaminazioni.

La presenza dell’uomo nella zona risale al Neo-Eneolitico, tra il Paleolitico superiore e l’Età del bronzo. Soltanto con i Liguri Friniati (Friniates) però il territorio acquisisce una connotazione definita dalla presenza costante dell’uomo. Le prime notizie su questo popolo risalgono al 1220 a.C. sotto il nome di Ambroni (come chiamavano sé stessi nella loro lingua, secondo Erodoto); divennero nei secoli uno dei popoli più importanti della Padania primitiva e di buona parte dell’Europa occidentale. Strabone parla dei Liguri come di un popolo fiero e libero, dove “…le donne erano forti come gli uomini e gli uomini come le fiere…”, raccontando che si stanziarono presso il torrente Scoltenna lungo l’Alto Frignano con usi e costumi simili quelli dei Celti delle zone alpine. Dotati di una costituzione federale con il “vicus” quale prima cellula, vivevano in “pagi” (distretti) forniti di una certa autonomia. Più vicus formavano un pagus, tanti pagi davano vita al conciliabulum.
La storia dei Liguri Friniati si intreccia con altri popoli arricchendosi: nella prima metà del 1000 a.C. genti transalpine (Celti o Galli) si infiltrarono e mescolarono pacificamente, dando vita ad una reale opera di “celtizzazione” tra il VII ed il II secolo a.C. I Romani, dopo che i Liguri si erano distinti insieme ai Galli per il sostegno dato ad Annibale, affrontarono quindi una popolazione mista, principalmente dedita alla pastorizia e tenacemente organizzata dal punto di vista militare, anche in funzione di un territorio difficilmente aggredibile. Durante due guerre, nel 189 e nel 177 a.C., i Friniati arrivarono ad espugnare la colonia romana di Mutina (Modena), per poi cedere successivamente ai Romani. La presenza romana non fu invasiva, tanto che i Friniati conservarono una certa autonomia con lo status di comunità etnica adtributa.

Dopo il crollo dell’Impero romano d’Occidente e le guerre gotiche, prese forma il Castrum Feronianum, territorio della provincia bizantina per quasi due secoli durante i quali seppe resistere ai ripetuti assalti dei Longobardi per poi cadere nel 727. Il dominio longobardo durò mezzo secolo conservando il Castrum, fino alla sua scomparsa nel X secolo. È in questo periodo che il territorio comincia a registrare la diffusione delle pievi e dei monasteri, con una presenza sempre più capillare.

Al termine del dominio longobardo, il Frignano passa sotto la giurisdizione del conte di Modena, conservando sempre la distinzione territoriale. Nell’XI secolo diventa parte dei possedimenti della casata degli Attoni, i quali favorirono l’insediamento monastico in funzione civilizzatrice. Nel 1177, a seguito di un periodo di frazionamento feudale, nacque il grande Comune federale del Frignano, con un’estensione territoriale del tutto simile all’antico Castrum Feronianum. Retto da un ordinamento determinato dagli Statuti Frignanesi e comprendente 61 comunità distribuite lungo la parte superiore dell’Appennino, il Comune mantenne la sua autonomia pur sotto il giuramento di soggezione a Modena, pronunciato all’inizio del XIII secolo. Durante i sei secoli di dominio degli Estensi, anche il Frignano poté godere di una certa stabilità conservando la propria autonomia: è in questo periodo che sorge la maggior parte dei palazzi signorili, mentre prendono vigore il commercio e l’allevamento e si sviluppano costruzioni militari, civili e nuove strade.

In seguito all’occupazione francese del 1796, fu costituito il Dipartimento dei Friniati, incorporato successivamente in quello del Panaro, per poi essere frazionato e nuovamente riunito con il ritorno degli Estensi dopo il 1815, attraverso la rinascita della Provincia del Frignano. Con l’adesione dell’Emilia allo Stato sabaudo nel 1860, il Frignano viene assorbito nella Provincia di Modena conservando il titolo di circondario. La storia dell’ultimo secolo e mezzo diventa quella della montagna italiana, con la parentesi dolorosa e storica legata al difficile periodo della seconda guerra mondiale, con l’esperienza della Resistenza e della Repubblica di Montefiorino, fino alle specificità dei giorni nostri, riconducibili all’esodo verso le città, alla qualificazione dell’attività agricolo, allo sviluppo del turismo.