
Il Parco del Frignano è nato sotto impulso della legge regionale n.11/1988 - poi integrata dalla successiva legge quadro nazionale n.394/1991 e dal DPR n.357/97 - che ha regolamentato l’istituzione di parchi regionali e riserve naturali, favorendo la nascita di ben otto nuove aree protette nel territorio emiliano-romagnolo.
I primi passi in questa direzione erano stati mossi con la legge regionale n.2/1977 che sanciva precise norme per la salvaguardia delle specie preziose e rare della flora spontanea e apriva la strada all’istituzione di parchi e riserve per la tutela delle emergenze naturali più integre e il recupero di quelle più interessanti dal punto di vista naturalistico.
Nel programma di interventi per l’attuazione della legge stilato nel 1980 compariva un primo elenco di 15 aree protette considerate prioritarie, che ha portato nel giro di pochi anni alla nascita del primo parco e delle prime due riserve naturali.
La legge regionale n.6/2005 in materia di aree protette ha abrogato la precedente normativa n.11/1988 e modificato le politiche per la tutela e la valorizzazione del patrimonio naturale, che sono passate da interventi di protezione puntuali e settoriali a una logica di sistema. L’obiettivo è oggi la co-pianificazione e la cooperazione istituzionale, per interconnettere le misure destinate alla salvaguardia della aree naturalisticamente ricche, come i parchi e le riserve, con le più generali politiche improntate alla sostenibilità ambientale e sociale. L’attuale configurazione del sistema delle aree protette conta due parchi nazionali, tredici parchi regionali e quattordici riserve naturali.
Con il decreto del 5 luglio 2007, infine, il ministero dell’Ambiente ha recepito la direttiva 79/407 dell’Unione europea, volta a conservare la biodiversità e a salvaguardare gli habitat più interessanti sull’intero territorio europeo. È stato così emanato un elenco di Zone di protezione speciale (Zps) e Siti di importanza comunitaria (Sic) che includono due aree del Parco del Frignano, entrambe sia Zps e che Sic: Monte Cimone-Libro Aperto-Lago Pratignano e Monte Rondinaio-Monte Giovo. In Emilia Romagna è presente un patrimonio irripetibile inserito in un territorio variegato, ricco di peculiarità e biodiversità: complessivamente sono 256.866 gli ettari tutelati e inseriti nei programmi di Zps e Sic.
La formazione e la gestione del sistema regionale delle Aree protette e dei siti della Rete natura 2000, tra questi anche l’area del Parco del Frignano, è stata costituita per osservare le seguenti finalità:
a) conservare, tutelare, ripristinare e sviluppare il funzionamento degli ecosistemi, degli habitat e dei paesaggi naturali e seminaturali per la tutela della diversità biologica genetica, specifica ed ecosistemica in considerazione dei suoi valori ecologici, scientifici, educativi, culturali, ricreativi, estetici, economico e sociali;
b) promuovere la conoscenza e la fruizione conservativa dei beni naturali, ambientali e paesaggistici per arricchire le opportunità di crescita civile e culturale della collettività;
c) conservare e valorizzare i luoghi, le identità storico-culturali delle popolazioni locali ed i prodotti tipici delle Aree protette, favorendo la partecipazione attiva delle popolazioni interessate alla pianificazione, alla programmazione ed alla gestione del loro territorio;
d) integrare il sistema delle Aree naturali protette e dei siti della Rete natura 2000 nelle strategie unitarie di pianificazione della qualità ambientale, territoriale e paesaggistica che promuovono lo sviluppo sostenibile dell'Emilia-Romagna;
e) contribuire alla formazione ed alla gestione coordinata del sistema nazionale delle Aree naturali protette, della rete ecologica regionale e di quella nazionale, nonché alla promozione di azioni e progetti sostenibili di scala regionale, interregionale, nazionale per le Aree protette appartenenti ai sistemi territoriali dell'Appennino e del bacino fluviale del fiume Po.