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Itinerari naturalistici
 
 
 
 
 

L'uomo e il bosco

Tempo di percorrenza: 3 ore
Dislivello: 200 metri
Difficoltà: agevole. È un itinerario in saliscendi su terreno evidente


Itinerario a carattere etnografico e consigliato in tutte le stagioni, ha il suo inizio lungo la strada comunale che collega Tagliole a Rotari, nei pressi del ponte sul torrente delle Tagliole. Concepito ad anello nell’alta valle del Rio delle Tagliole, si dispiega all’interno di boschi di faggio, da sempre sfruttati per la legna e per il carbone, ed è connotato dalla presenza di piazzole, dove un tempo erano situate le carbonaie, e da un fitto intrico di tracce di sentieri utilizzati per il trasporto di legname con i muli. Il percorso risale la valle sul versante est del Rio delle Tagliole fino a Pian d’Antenna (1225 metri), per poi attraversare il torrente e ridiscendere su una carrareccia degli anni ’70 fino al punto di partenza. L’alternarsi di tipologie boschive schiude lungo il tragitto un patrimonio secolare di legami tra l’uomo e la natura. La faggeta a ceduo, in cui le ceppaie emettono polloni per la riproduzione, è molto fitta e con piante di dimensioni modeste per i frequenti tagli, con una legna sfruttata per la combustione o per produrre carbone. Nel ceduo composto, durante il taglio si lasciavano periodicamente in piedi le piante più sane, per farne delle matricine e per garantire così al bosco una  crescita tramite seminazione naturale, e non più soltanto attraverso i polloni. I faggi isolati, invece, trovandosi ai margini del bosco o in zone non facilmente raggiungibili, hanno evitato la canonica turnazione a ceduo, raggiungendo così dimensioni ragguardevoli. La faggeta convertita ad alto fusto, nell’ultima parte di bosco attraversata dal sentiero, nasce a causa della minore richiesta di legna da ardere che comporta il fatto che la conduzione a ceduo non sia conveniente, oltre all’aspetto naturalistico e paesaggistico. Le carbonaie hanno oggi l’aspetto di piazzole circolari o semicircolari di circa 5 metri di diametro. Tra i punti di interesse lungo il tragitto, il punto panoramico sul crinale, dal quale è possibile riconoscere il Rondinaio Lombardo (1825 metri) e Foce a Giovo; Pian d’Antenne (1225 metri), la zona in cui nel ‘600 venivano tagliati gli alberi da inviare per la costruzione delle imbarcazioni a Pisa; gli emissari Fosso del Lago Baccio e Fosso del Lago Santo.