
Tempo di percorrenza: 6 ore
Dislivello: 400 metri
Difficoltà: poco impegnativo. È un itinerario che si sviluppa perlopiù su sentiero, con tratti senza punti precisi di riferimento, con possibilità di perdere l’orientamento e con aumento dei dislivelli
Itinerario etnografico che è possibile fare tutto l’anno, prende il via presso il Centro Visite del Parco Cà Silvestro (982 metri), tra Pievepelago e Fiumalbo, con l’obiettivo di conoscere le cave di pietra arenaria e le svariate applicazioni e opere da essa ricavate. La pietra arenaria, facente parte delle rocce sedimentarie (in particolare delle torbiditi), è l’elemento costitutivo principale della parte alta dell’Appennino.
Il percorso procede dal Centro Visite verso la località Caprili, per poi prendere il sentiero che interseca Rotari, dirigersi verso le borgate La Piana e Cà di Gallo e da qui fare ritorno. Sono tanti i punti di interesse sui quali soffermarsi lungo l’itinerario. Cà Silvestro (982 metri), casa di origine antica dotata di pozzo circolare e forno all’interno della corte, è sede oggi di uno dei centri visita del parco (l’altro è a Fanano). Dal sentiero per Caprili, si può raggiungere attraverso una breve deviazione il nucleo abitativo a corte presso la Valle Le Selve (1020 metri), avente caratteristiche architettoniche come le riquadrature in arenaria ed il tetto a due spioventi che ne collocano l’origine fra il ‘600 e il ‘700. Giunti al Piano (1099 metri), ci si sofferma su un edificio ristrutturato ma con un rustico in sasso murato a secco nel quale si nota un concio che presenta scanalature a losanga, un ornamento caratteristico del periodo tra il ‘500 ed il ‘700. In corrispondenza di Caprili, si trova un borgo che si sdoppia. A Caprili di sotto (1095 metri), un borgo disposto intorno ad una corte pavimentata con lastroni di pietra presenta edifici in pietra a vista che avevano la funzione di abitazioni, stalle e servizi. Un’altra caratteristica del borgo è data dalla serie di forni con la tipica copertura in lastre di pietra arenaria, dette piagne. A Caprili di sopra (1115 metri), una borgata molto piccola con due soli edifici, uno dei quali è un esempio di casa torre, con le pietre disposte a file parallele (filaretto) su un lato.
La cavaI Grotti di Rotari (1300 metri) fungeva da area di raccolta e lavorazione di blocchi di arenaria che si staccavano dal fianco della montagna. Dai blocchi si ricavavano pezzi destinati all’edilizia, come monoliti per la riquadratura di porte e finestre o lastre di arenaria dette piagne per la copertura dei tetti in sasso. Proseguendo per il percorso, ci si sofferma presso il punto panoramico sul Monte Modino (1557 metri), con le sue caratteristiche stratificazioni di pietra arenaria, per poi giungere in corrispondenza di Rotari (1221 metri), piccolo centro abitato, sormontato dal Monte Modino ed eretto perlopiù con le tradizionali murature in pietra. La borgata La Piana (1094 metri) è invece un punto di riferimento religioso con il suo oratorio del 1810 dedicato a S.Pietro e S.Filippo, accanto al quale sono stati aggiunti a metà dell’800 un campanile e la canonica. Dal borgo La Piana a Cà di Gallo c’è uno strabello con alcuni edifici isolati e con i tipici muretti a secco. Cà di Gallo (1161 metri) è un piccolo borgo con le case che presentano le classiche coperture in lastre d’arenaria.