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Itinerari naturalistici
 
 
 
 
 

La vita in montagna nel secolo scorso

Tempo di percorrenza: 4 ore e mezza
Dislivello: 365 metri
Difficoltà: poco impegnativo. È un itinerario che si sviluppa perlopiù su sentiero, con tratti senza punti precisi di riferimento, con possibilità di perdere l’orientamento e con aumento dei dislivelli


Itinerario etnografico fattibile in tutte le stagioni dell’anno, consente di rivivere la vita in montagna di 100 anni fa immergendosi nella valle di Fellicarolo, tra strade e antiche borgate, boschi di castagno e di faggio, pascoli, coltivi e radure. Il percorso va dal centro di Fellicarolo (920 metri), vicino a Fanano, a Casule, Taburri e ritorno, con una serie di punti di interesse disseminati lungo la strada. Case Nesti (945 metri) è una tradizionale costruzione della valle di Fellicarolo, con gli edifici che racchiudono su tre lati l’aia, una corte rettangolare a forma allungata e ricoperta da grandi lastroni. A breve distanza si incontra un’altra costruzione tradizionale della valle, Cà Ietta (980 metri). Passato il casolare Il Colombano (1020 metri), si incontra Cà Baiocco (1042 metri), una casa rurale con elementi separati, tra cui la teggia, il pozzo e il forno. Proseguendo per il percorso, si arriva a Casulie (1074 metri), grande casolare con la presenza di edifici che fungevano da locali di servizio agricolo, dal soffitto molto basso riporto da un tetto a piagne. Prima di arrivare ai Taburri (1230 metri), dove permangono edifici che servivano da ricovero per i pastori durante la stagione estiva, si oltrepassano diverse carbonaie in prossimità della cascata del Doccione. Sul sentiero del ritorno verso Fellicarolo, la strada ciottolata che si percorre era un tempo utilizzata dai pastori, ed era contraddistinta dai tipici muretti a secco che la delimitavano per contenere gli armenti. Si incrocia poi La Borra (1018 metri), una piccola borgata alla cui aia chiusa si accede tramite un particolare sottopassaggio. Su una delle case compare una lapide per la nascita, il 5 ottobre del 1702, di Odoardo Corsini, il più famoso dei padri scolopi del convento di Fanano. Oltrepassata La Borra, si arriva a La Passione (1015 metri), una delle borgate più grandi di Fellicarolo. Prima del rientro a Fellicarolo, si passa dal bosco di castagno, impreziosito da maestosi alberi secolari. Le castagne rappresentavano un tempo la fonte principale dell’alimentazione in montagna. La frazione di Fellicarolo, infine, la cui esistenza è documentata per la prima volta in un documento del 1529, presenta un’interessante chiesa riedificata nel 1786 e al cui interno risalta un coro ligneo della Chiesa di S.Francesco di Fanano intagliato dai fratelli Corsini di Fellicarolo.