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Itinerari naturalistici
 
 
 
 
 

Castagne, castagneti e metati

Tempo di percorrenza: 5 ore
Dislivello: 300 metri
Difficoltà: poco impegnativo. È un itinerario che si sviluppa perlopiù su sentiero, con tratti senza punti precisi di riferimento, con possibilità di perdere l’orientamento e con aumento dei dislivelli


Questo itinerario etnografico, consigliato in primavera, estate e autunno, presenta due passaggi un po’ più impegnativi prima e dopo il borgo di Caselle, in conseguenza di due frane nella zona. Il tema dominante è la castagna e le sua dimensione economica, attraverso località e piccole borgate largamente abbandonate. Il percorso parte dal Centro Visite Due Ponti (532 metri), nei pressi di Fanano, prosegue verso il borgo disabitato delle Caselle e la località Le Piagge, quindi rientra verso Fanano passando il ponte di Rifolengo, la località di Lamacce ed infine si conclude al punto di partenza. L’edificio che ospita il Centro Visita Due Ponti (uno dei due centri del Parco, l’altro è a Fiumalbo) era sede di un mulino costruito nel 1877 con quattro macine. Tra la fine dell’800 ed i primi del ‘900 la struttura ha potuto contare anche su due filande e su una segheria ad acqua. Tra i punti di interesse, spicca all’inizio del percorso un esempio di metato o essiccatoio per castagne, tipica costruzione su due piani separati da un graticcio, consistente in listelli triangolari con il vertice in basso e disposti in file parallele. Le castagne subivano un processo di essiccazione che durava dai 30 ai 40 giorni, per poi essere sbucciate, selezionate e portate al mulino per la macinatura.

Proseguendo per la mulattiera indicata dal percorso, delimitata da muretti a secco e da tratti lastricati in pietra arenaria, si incontra un’edicola in pietra contenente un’immagine sacra, per poi oltrepassare un castagneto abbandonato con alcuni esemplari secolari e con alcune opere come i terrazzamenti in pietra e le rostre, canali lastricati che evitavano la dispersione a valle delle castagne cadute e che oggi si confondono con i sentieri. Superata Cà dei Fuochi (811 metri), il percorso arriva al borgo di Caselle (840 metri), abbandonato definitivamente negli anni ’60 a seguito di una frana e la cui popolazione viveva di castagne e pastorizia. Dopo il mulino delle Caselle, ci si dirige verso Le Piagge (780 metri), borgata edificata su uno sperone di roccia con abitazioni a tre piani, e nei pressi della quale crescono rigogliose piante di agrifoglio, specie protetta dalla legge. Compiuto verso il ritorno il tratto dell’antica via Romea-Nonantolana, si incrocia Lamacce di sopra (700 metri), il cui nome deriva dalla presenza delle polle d’acqua sorgiva (dall’etrusco “lama”):