
Tempo di percorrenza: 3 ore
Dislivello: 200 metri
Difficoltà: agevole. È un itinerario in saliscendi su terreno evidente
Itinerario faunistico consigliato tutto l’anno, parte da Tagliole (1148 metri) vicino a Pievepelago, per perlustrare la rete di sentieri che costituiva la rete viaria verso le borgate vicine e i campi e i boschi dove si andava a lavorare. Il percorso ad anello passa Casa Micheletto, Casa Bottega e Casa Mordini per poi rientrare al punto di partenza. Il sentiero è scandito da un esaustiva serie di tabelle sulla flora e sulla fauna locali. In prossimità della borgata di Casa Bottega, dove un tempo risiedeva una famiglia di famosi falegnami, si trova un edificio in pietra arenaria chiamato Le Grazie. Proseguendo nel percorso, si arriva a Casa Mordini, piccolo borgo ancora abitato con una Cappella intitolata alla Madonna del Montenero ed un olmo di quasi 700 anni. Attraverso una piccola deviazione, da Casa Mordini si può raggiungere la Fonte della Giovinezza. Nel tratto del ritorno, oltrepassati i boschi di faggio, c’è un significativo punto panoramico sulla valle delle Tagliole e il Monte Modino. Proseguendo sul sentiero, si trova Casa Castai, un’antica borgata parzialmente ristrutturata in cui sembra che abitassero dei fabbricanti di cassette. Nei pressi di Casa Castai, si trova la fornace, dove un tempo veniva prodotta la calcina necessaria per le opere murarie. L’itinerario si chiude a Tagliole, la piccola frazione che deriva il suo nome dal latino “taleolae”, che significa taglio delle piante. La zona era infatti ricoperta da boschi di faggio, successivamente tagliati sia per produrre legname che per lasciare posto a terreni agricoli.
La valle delle Tagliole è un sito caratterizzato da una grande varietà faunistica, sia grazie all’eterogeneità degli ambienti che per il basso impatto dell’uomo, se si escludono i mesi estivi. L’avvistamento diretto è più facile per gli uccelli, in quanto i mammiferi hanno abitudini perlopiù notturne, testimoniate dalle tracce lasciate sul terreno e osservabili durante le escursioni: impronte, avanzi di cibo, tane ed escrementi. Tra le specie che vivono nella Valle, scoiattoli, cinghiali, lepri, caprioli e volpi.
Lo scoiattolo è un roditore con abitudini diurne ed una netta predilezione per i boschi di conifere. La sua presenza è segnata da lembi frastagliati di scaglie che lascia sulle pigne rosicchiate. Il cinghiale, animale onnivoro che si muove di sera e di notte, segna la sua attività con “vasche da bagno”, fosse di fango che scava per rotolarcisi dentro, e con le “rugate”, i tipici sollevamenti di zolle praticati per ricercare il cibo sotto il terreno. La lepre è un erbivoro solitario che come il cinghiale è attivo principalmente al crepuscolo e di notte, lasciando impresso sugli steli delle piante il caratteristico “taglio” a punta di scalpello. Ilcapriolo, invece, è un erbivoro attivo sia di giorno che di notte, la cui presenza è riconoscibile dal suono emesso, simile ad un abbaio, per difendere il territorio. È possibile rinvenirne il passaggio anche dagli sfregi e dalle scorticature che i maschi lasciano sugli alberi. La volpe, infine, è un onnivoro il cui passaggio è percepibile dagli escrementi blu o rossastri (a causa dei lamponi e dei mirtilli dei quali va ghiotto) che lascia spesso sul sentiero, in posizione ben visibile.