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Itinerari naturalistici
 
 
 
 
 

Le pietre del diavolo

Tempo di percorrenza: 4 ore
Dislivello: 257 metri
Difficoltà: agevole. È un itinerario in saliscendi su terreno evidente


Itinerario di tipo geomorfologico consigliato in primavera e in estate, parte da Serra di Santa Maria nei pressi di Pievepelago. L’inizio del percorso si raggiunge da Pievepelago in direzione Passo delle Radici; una volta oltrepassata S.Annapelago, si prende il bivio che indica Roccapelago. Da Serra di Santa Maria l’itinerario si dipana lungo la Via Vandelli per puntare su Sasso Tignoso, la cui salita è consigliata solo ai più esperti. Il percorso si conclude con il rientro attraverso la Via Vandelli fino al punto di partenza.

Tra i punti di interesse dell’itinerario, innanzitutto Via Vandelli, strada che collegava Massa a Modena aperta nel 1739 su ordine di Francesco III d’Este in seguito al matrimonio del figlio Ercole Rinaldo con Maria Teresa Cybo duchessa di Massa. Le sue caratteristiche ne condussero all’abbandono a favore della Via Giardini: larghezza ridotta, curve molto strette, forti pendenze e tratti esposti a neve e ghiaccio che ne impedivano la percorribilità nei lunghi periodi invernali.

Arrivati sul Sasso Tignoso (1487 metri), si gode di un bellissimo panorama, proprio laddove c’era una fortificazione eretta da ribelli frignanesi e distrutta dai modenesi nel 1235. La particolare combinazione di roccia ofiolitica e di composizione minerale ha modificato la morfologia delle piante, con una riduzione della superficie delle foglie (stenofillia), una crescita aderente al substrato (crescita plagiotropa), dimensioni ridotte con un forte sviluppo delle radici, un denso rivestimento peloso (pubescenza) e cuticole (glaucescenza) ed una caratteristica colorazione rosso-porpora (eritrismo).

Il nome ofiolite significa “roccia dall’aspetto di serpente”, con un riferimento al colore verde, ed è conosciuto anche come pietre del diavolo, la cui origine viene fatta risalire a San Colombano. Perseguitato dal diavolo, un giorno per sfinimento gli lanciò contro un pugno di frumento che si tramutò in sassi che ricaddero sul terreno. Come in molte leggende, problematiche di ordine pratico vengono ricondotte ad origini soprannaturali: in questo caso, terreni con scarsa vegetazione, impervi e per questo non sfruttabili per coltivazioni, unitamente all’aspetto aspro e scuro, divennero nel senso comune un’opera del diavolo. Le rocce ofiolitiche sono in realtà conformazioni magmatiche che derivano dalla crosta di un antico oceano smembratosi per cause tettoniche. Attualmente, vengono utilizzate come materiale inerte nelle opere di difesa idrica e nei fondi stradali.

Proseguendo nel percorso, si attraversa la prateria e una rigogliosa faggeta. Questa zona di prateria, in particolare, è caratterizzata in primavera da spettacolari fioriture, tra cui i fiori gialli della calta palustre e le orchidee. 

Successivamente, si incontrano boschi di faggio con piante giovani, l’habitat ideale per tutti quegli uccelli che nidificano tra il fogliame, come la capinera, il pettirosso ed il fringuello. Ai piedi dei faggi è facile trovare giacigli di caprioli, daini e cinghiali.