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Enogastronomia
 
 
 
 
 

Funghi


I funghi saprofiti, quelli cioè che traggono nutrimento dai resti organici presenti nel suolo, vantano una grande diffusione in tutti i tipi di ambiente. Molti di essi sono in grado di decomporre la cellulosa presente nei tessuti vegetali e questo gli conferisce un ruolo attivo nella produzione dell’humus.

È importante intraprendere la raccolta dei funghi seguendo le norme di comportamento suggerite dai centri micologici e reperibili facilmente nei punti informativi all’interno delle zone protette o nei comuni dei parchi, soprattutto se non si sanno distinguere le specie commestibili da quelle tossiche, alcune delle quali molto pericolose.
Nei periodi di raccolta (estate e autunno) i funghi e gli habitat che li ospitano sono sottoposti a un vero e proprio assalto da parte dei raccoglitori. Per questo motivo anche il Parco del Frignano ha emanato regolamenti per disciplinarne la raccolta e tutelare gli ambienti naturali.

La specie più famosa, cercata e diffusa è il Porcino (Boletus Edulis). Molto conosciuti e raccolti sono anche i prataioli, le mazze di tamburo, i galletti o fingerli, le spugnole. In molti agriturismi si possono trovare menù completi a base di funghi, soprattutto in autunno, e degustarli in tranquillità grazie alla recente normativa igienico-sanitaria che impone di dichiararne la provenienza e certificarne l’avvenuto controllo.
Non esistono produttori intesi quali coltivatori. La coltivazione in serra o in grotta è possibile solo per i funghi  prataioli o champignons, pleurotus, cornucopia, pioppini.