Logo stampa
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Enogastronomia
 
 
 
 
 

Liquori


Nella zona del Parco del Frignano, oltre al nocino, i liquori più diffusi sono quelli che derivano dell’uso delle piante caratteristiche del territorio: mirtillo nero, ginepro, lauro, erba luigia, erbe spontanee, lampone, mora, prugnolo, rosa canina. Si tratta di infusi, cioè di preparati con un alcool di base con gradazione dai 95° oppure un distillato, come la grappa. All’alcool vengono aggiunti il prodotto di origine vegetale e uno sciroppo a base di zucchero e acqua. Da un liquore all’altro cambia la proporzione degli ingredienti, ma anche lo stesso tipo di liquore può riscontrare molte varietà a seconda dei gusti personali del produttore.

 

Nocino
La tradizione vuole che debba essere fatto con noci raccolte la notte di San Giovanni, tra il 23 e il 24 giugno, la notte delle streghe e della rugiada (guazza, in dialetto) prodigiosa per chi ci cammina sopra a piedi nudi raccogliendo erbe e noci. 
Per l’infuso, alle noci verdi tagliate vengono aggiunti numerosi ingredienti, che sono variabili: quasi sempre acqua, chiodi di garofano e cannella, molti aggiungono la scorza di un limone, alcuni una manciata di chicchi di caffè, altri del coriandolo, altri ancora sostituiscono l’acqua con il vino bianco. La pratica diffusa è di protrarre l’infusione un anno e effettuarne la filtrazione nella notte di San Giovanni.

 

Mirtillino
Vengono utilizzate le bacche del mirtillo nero (Vaccinium myrtillus). Per l’infusione alcuni produttori utilizzano il vino bianco al posto dell’acqua. Per un chilo di mirtilli si unisce un chilo di zucchero, 300 grammi di alcool, uguale quantità d’acqua e una buccia o due di limone. L’infusione deve protrarsi per almeno un mese, l’affinamento per almeno tre mesi.

 

Laurino
È prodotto con le bacche del lauroceraso (Prunus laurocerasus) ben mature. Come il nocino, anche il laurino spesso è aromatizzato con i chiodi di garofano e cannella. L’infusione viene protratta per circa due mesi e successivamente il prodotto viene affinato per qualche mese. Il suo sapore spesso tende al dolce, ma può essere contrastato riducendo la quantità di zucchero utilizzata.

 

Gineprino
Vengono utilizzate sia le bacche che le punte dei rametti di ginepro (Juniperus communis): i tempi di preparazione sono analoghi a quelli del laurino.

 

Liquore di erba luigia o cedrina
Si utilizzano le foglie di cedrina (Lippa citrodora) che, se strofinate, emanano una forte e gradevole aroma di limone. Il periodo più adatto per la raccolta è tra giugno e settembre. Per l’infuso, la proporzione per 200 foglie d’erba è un litro di alcool, un litro di acqua, un chilo di zucchero e quattro scorze di limone non trattato. L’infusione deve essere protratta per un mese. 

 

Liquore centerbe
Il periodo favorevole per la raccolta è l’estate. Nelle ricette più comuni compaiono le foglie di cedrina, menta, rosmarino, salvia, alloro, limone, bacche di ginepro, chiodi di garofano, zafferano.

 

I produttori nella zona del parco

Capricci del Bosco 
Loc. Lago Santo di Tagliole di Pievepelago (Mo) 
Tel. 0536.72080